MOSTRE, FIERE ED AVVENIMENTI

10 Aprile 2007

Primo appuntamento con la rubrica fissa di “Artepupassa”, in cui saranno di volta in volta segnalate le principali manifestazioni e mostre che avranno come tema principale l’Arte, declinata in tutti i suoi aspetti. La rubrica raccoglierà i più importanti avvenimenti che si svolgeranno in tutta Italia, perciò ricordo che i relativi programmi e date possono subire variazioni. Per evitare, quindi, di fare viaggi a vuoto (e lo scrivo con cognizione di causa!) il consiglio è sempre quello di informarsi previamente presso gli Uffici per le Informazioni Turistiche di zona, contattandoli telefonicamente o via web. Ecco l’elenco delle manifestazioni di aprile:

§ MERCATINO DELL’ANTIQUARIATO: ogni terza domenica del mese a BRERA, in Via Fiori Chiari, Via Formentini e Via della Madonnina.

§ PEZZI INTERNAZIONALI: a PADOVA dal 14 al 22 aprile; grandi pezzi di antiquariato sono riuniti ad “Antiquari a Padova”, nel quartiere fieristico; www.padovafiere.it.

§ SETTECENTO VENETO: a CASTELFRANCO VENETO (TV), dal 14 al 22 aprile; prestigiosi pezzi di antiquariato veneto del XVIII secolo, alla Galleria Cecchetto.

§ ARTIGIANATO: a FIRENZE, dal 14 al 22 aprile; 71° edizione della Mostra Mercato Internazionale dell’Artigianato; sede: Fortezza da Basso.

§ CATANIA ANTIQUA: a CATANIA, dal 20 al 23 aprile; si terrà al Centro Fieristico Le Ciminiere, tel. 0916.090.662; www.catania-antiqua.com.

§ ART: a Firenze, dal 20 aprile al 1°maggio, zona Firenze Fiera; tel. 05.549.721; www.firenze-expo.it.

§ ASSISI ANTIQUARIATO: dal 21 aprile al 1° maggio a BASTIA UMBRA (PG); Umbriafiere, tel. 0758.001.331; www.assisiantiquariato.it.

§ IL PAESAGGIO DEL NUOVO DESIGN ITALIANO: a MILANO, fino al 25 aprile, alla Triennale (Viale Alemagna 6); esposizione di più di 300 oggetti progettati dalle nuove promesse del settore.

§ LUOGHI DELLO SPIRITO: a NAPOLI, fino al 25 aprile, fotografie di Mauro Fiorese, in mostra alla Fnac (Via Luca Giordano 59).

§ OPERE ASTRATTE: a PIEVE DI CENTO (BO), fino al 29 aprile; al Museo Magi (Via Rusticana 1/A); oltre 40 opere che raccontano l’evoluzione dell’arte astratta lungo tutto il XX secolo.

§ NELL’INFRAMONDO DI KLEE: a MILANO, fino al 29 aprile; mostra dedicata al pittore svizzero, al Teatro Magico alla Fondazione Mazzotta.

§ A RITMO DI ROCK: a MODENA, fino al 5 maggio; opere di Robert Combas, autore francese che si è ispirato alla musica rock; si trova alla Galleria MOdenArte (Via Toscanini 26).

§ LINEE MAGICHE: a BOLZANO, fino al 6 maggio; mostra multimediale al Museo d’Arte Moderna e contemporanea sul tema del disegno, della traccia e della scrittura (le funzioni della linea).

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ENCAUSTO: UNA PITTURA DA SALVARE

1 Aprile 2007

Succede che un giorno, mentre sto tranquillamente gustando la lettura della mia rivista d’arte preferita, mi imbatto in un articolo dal titolo davvero curioso. Così, presa dall’entusiasmo comincio a leggere (ma che dico, a “fagocitare”) parola per parola nel tentativo di saperne di più…di sapere che cosa significa questa strana parola…encausto…!
Alla fine termino di leggere l’articolo, osservo minuziosamente le immagini che lo corredano e, non paga, mi viene l’idea di svolgere una ricerca per conto mio.
Questo è il risultato delle mie letture: in sintesi, per tutti i curiosoni come me, bisogna dire che la parola “encausto” (o “incausto”) deriva dal greco, e significa “bruciare, fissare a fuoco”. E’ un’antica tecnica pittorica consistente (sembrerebbe) nel fissare ad un supporto debitamente preparato (che può essere di legno, marmo, avorio, cotto, tela o persino intonaco fresco o secco) con il fuoco, pigmenti di colore mesticati con la cera (presumibilmente cera punica), stesi sul supporto a pennello o a spatola, e poi fissati a caldo con arnesi di metallo chiamati cauteri o cestri; questo è il procedimento che differenzia l’encausto dalla pittura a cera.
L’encausto, già noto agli Egiziani sin dal xv sec. A.c., è stato poi adottato dai Greci e, più tardi, dai Romani. Sulla sua origine aleggia il mistero, ma sembra di poter considerare come suo inventore Panfilo, maestro di Apelle (IV sec. A.c.); successivamente, ne fu maggior pittore Pausia di Sicione.
Presso i Romani questa tecnica ha conosciuto maggior fortuna, anche se ne restano, purtroppo, scarsi reperti: fra i più famosi le pitture murali a Pompei e le icone del Monastero di S. Caterina al Sinai. Ne ritroviamo descrizioni (differenti) da fonti autorevoli come Vitruvio e Plinio il vecchio.
Con la fine dell’Impero Romano e l’arrivo dei Barbari l’encausto decade, finchè scompare del tutto in epoca carolingia. Viene riscoperto nel Rinascimento da Leonardo da Vinci, che si cimenta in tale tecnica, tuttavia senza successo: da quel momento è di nuovo abbandono.
Nel 1755 l’Académie des Inscriptions di Parigi bandisce un concorso per il ritorno all’uso dell’encausto, ma con scarsi risultati. Ci sono stati alcuni tentativi di recupero
anche in Italia, tramite prove eseguite da Figlioli, Previati, Venturini, Papari e Gastaldi. In anni recenti, alcune ricerche su questa materia sono state condotte dalla pittrice Elena Schiavi e, oggi, da Michele Paternuosto.
In conclusione, la speranza è che questa particolare tecnica non venga ancora una volta dimenticata: basterebbe, infatti, inserirla come insegnamento nelle scuole specializzate. Un appello da accogliere!

Denise Massone

Filed in Arte e cultura at 12:40

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